Senza ritegno: Conte e Casalino sognano il Quirinale.

L’ipotesi sembrerebbe audace, ma ci sono indizi gravi, precisi e concordanti: tirare a campare fino al luglio 2021 e lanciare un’OPA sul Colle.

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Stamattina, quando ho aperto la mia edizione digitale de La Verità, arrivato a pagina 6, confesso che ho dovuto stropicciarmi gli occhi e rileggere il titolo più volte.

Carlo Cambi, acuto e pungente come sempre, stavolta veste i panni dello sceneggiatore horror e, ricomponendo gli indizi, racconta il sogno proibito del duo Conte-Casalino.

Che l’esperienza di Conte alla Presidenza del Consiglio fosse sul viale del tramonto ho scritto ieri, oggi possiamo capire che l’idea del professor Giuseppi è quella di ibernare l’Italia e tenere in pugno la sua maggioranza, il Presidente della Repubblica e perfino l’Unione Europea, con il solito spauracchio di Salvini (che a breve, vedrete, tornerà al 40%, sennò fa meno paura).

Le elezioni, una volta spauracchio appannaggio del Quirinale, sono oggi l’arma di Conte che, dimettendosi consegnerebbe il Governo e la Presidenza della Repubblica a Lega e Fratelli d’Italia: una paura che sta facendo perdere il sonno al Deep State italiano.

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Volete le prove?

Di sicuro la reazione compatta degli immunologi e dei media alle parole del Prof. Alberto Zangrillo, reo di aver decretato la “morte clinica” del Covid-19 è la prima.

Dire che il rischio sanitario sta scemando significa dire che questo Governo, da sempre inutile se non a pagare gli stipendi dei parlamentari e delle migliaia di nominati, non avrebbe più alcun senso.

Per questo tutti hanno sparato su Zangrillo: il coronavirus dovrà tornare a settembre, quindi prepariamoci ad tri 6 mesi di emergenza sanitaria, DPCM inclusi.

Seconda prova. Circolano già sondaggi che dicono due cose: le elezioni consegneranno l’Italia al centrodestra e il partito di Conte sopravviverà alle urne, rosicchiando voti al PD e svuotando l’esiguo consenso residuo dei 5 Stelle.

Come dire che se Conte vuole, dimettendosi può fare fuori il partito che attualmente detiene il maggior numero di parlamentari, proprio quelli che dopo le elezioni tornerebbero al loro stato originario, vale a dire la disoccupazione.

Detta così fa veramente paura: mentre l’economia italiana sta morendo tra indicibili sofferenze (molte imprese a settembre porteranno “i libri in tribunale”) Casalino e Conte fanno melina politica per l’ambizione di sedersi sulla poltrona che fu di Einaudi e Pertini.

Qualcuno ci aiuti.

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