Di Maio su Mattarella: smemorato o incoerente?

Di Maio plaude al discorso di Mattarella, ma si dimentica di averne chiesto la messa in stato d’accusa per alto tradimento.

Luigi Di Maio ci ha abituato ai cambiamenti e alle giravolte. Ha cambiato talmente tante volte idea che ormai non si riesce più a capire il punto di partenza, ma la rete ha una memoria infallibile e ci restituisce ampi documenti sull’inaffidabilità di un uomo che sta condizionando, ahimé, le sorti del nostro Paese.

Oggi si spella le mani per applaudire un discorso che qualche anno fa avrebbe definito mediocre, ma adesso Gigino è Ministro degli Esteri e nelle mani di Mattarella c’è il controllo della ghigliottina che potrebbe decapitare Di Maio e tutto il Movimento 5 Stelle. Basta un click, lo scioglimento delle Camere, e zac, via la testa.

Quindi è normale che, da bravo servo, a telecomando ancora caldo, il nostro Di Maio si spertichi in lodi piene di enfasi retorica che dovrebbero servire ad ingraziarsi il Presidente Mattarella e fargli dimenticare quello che lo stesso Di Maio diceva solo due anni fa.

Nel Maggio del 2018, insieme a Salvini aveva presentato la lista dei ministri del Governo gialloverde, ma la scure del Colle si era abbattuta su Paolo Savona al Ministero dell’Economia: troppo integralista ed inviso all’Europa.

All’epoca Di Maio fu categorico: bisogna chiedere l’impeachment di Mattarella ai sensi dell’articolo 90 della Costituzione che, sia detto per inciso, prevede la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica nel caso di alto tradimento o attentato alla Costituzione.

Se Di Maio all’epoca avesse mantenuto il punto, forse oggi la nostra economia non sarebbe stata massacrata dalle regole europee sull’austerity, ma abbiamo ormai capito che non ci si può fidare del Movimento 5 Stelle.

La cosa incredibile non è che Di Maio abbia cambiato idea, su Mattarella – a leggere le dichiarazioni del giorno dopo – in molti hanno apprezzato le sue parole di fine anno. Quello che sconcerta è che Di Maio scriva:

Come sempre? Le parole di Mattarella come sempre indicano la via da percorrere. Un’amnesia farlocca, come farlocco è questo modo di fare politica, che punta tutto sulla speranza che gli Italiani siano distratti o smemorati.

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