Minacce no-vax: erano una bufala!

Claudia Alivernini, l’infermiera che si è fatta vaccinare per prima in Italia smentisce la notizia di aver ricevuto minacce da parte di fantomatici no-vax che l’avrebbero presa di mira tanto da farle chiudere i suoi account social.

Una montatura, solo una notizia sensazionalistica, ma inventata di sana pianta. Almeno a quanto dichiarato da Claudia Aliverini, l’infermiera 29enne che ha ricevuto la prima dose di vaccino in Italia.

Subito incensata ed idolatrata dalla solita propaganda, è stata immediatamente esposta come martire della furia dei no-vax che l’avrebbero presa di mira poco dopo la vaccinazione.

Le reazioni alla notizia delle presunte minacce non si sono fatte attendere ed è partita subito la fanfara del PD che rilancia questo tweet di Beatrice Lorenzin: “Che paese è quello dove #ClaudiaAlivernini deve diventare capitana coraggiosa per essersi vaccinata.Basta violenza su social. Basta anti scienza.Con vaccini abbiamo sconfitto vaiolo e poliomielite,sconfiggeremo covid e spero diremo basta a sciacallaggio su internet“.

Immancabile Laura Boldrini: “#ClaudiaAlivernini è diventata bersaglio dell’odio social. Ancora una volta, una donna e una professionista. Serve subito una campagna di informazione sul #vaccinoCovid per contrastare le fake news #novax e una seria riflessione sulla deriva che spesso infetta la Rete“.

E poi Alessia Morani:

Alla fine poi è venuto fuori che era tutto falso!

Questa la dichiarazione dei suoi legali:

Vi rappresentiamo che in data odierna lo scrivente studio legale ha provveduto a diffidare il Messaggero alla immediata rimozione e/o cancellazione dell’articolo apparso nell’edizione odierna a pag. 9, a firma della giornalista Alessia Marani, giacché la ns. assistita non ha mai rilasciato le dichiarazioni ivi riportate (né altre dichiarazioni di sorta), né ha 2 tantomeno 2 mai autorizzato chicchessia a rivolgersi alla stampa e/o a terzi per suo conto per rilasciare dichiarazione alcuna. Parimenti infondati risultano anche i riferimenti a presunte minacce di morte che a quanto consta alla nostra assistita non si sono mai verificate.

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