L’incredibile Bellanova dà del somaro a Bagnai!

Il Prof. Bagnai sale in cattedra e offre al Senato un intervento che passerà alla storia per efficacia e chiarezza, ma soprattutto per la passione di chi rivendica uno scatto d’orgoglio per una nazione piegata ai diktat dell’Europa che ci ha ridotto in braghe di tela. La Bellanova va fuori di testa e gli dà dell’ignorante.

Ieri in Senato abbiamo assistito ad un momento di rara intensità: in un’aula semideserta per le misure anti-covid, si discuteva l’ennesima fiducia chiesta dal Governo. Questa volta l’oggetto della discussione riguardava l’atto fondamentale per uno stato, cioè la Legge di Bilancio con la quale si decide il futuro del Paese.

L’intervento del Senatore Bagnai

Si arriva ancora una volta in estremo ritardo, la fiducia serve per scongiurare l’esercizio provvisorio, ma comporta la soppressione di ogni dibattito, di ogni miglioramento di un testo che, già approvato dalla Camera dei Deputati, non può essere modificato in alcun modo, anche se contiene errori per i quali il Governo ha già preannunciato un decreto correttivo. Non errori da poco, si parla di 1,6 miliardi di euro.

Eppure, anche in un contesto così lugubre e dittatoriale, c’è una stella che riesce a brillare e a risvegliare dal torpore quei morti viventi del PD e del Movimento 5 Stelle, che tirano a campare per “insaccocciarsi” gli stipendi.

Alberto Bagnai, professore, studioso per passione, uomo colto prima che esperto di economia, si alza in piedi e racconta la realtà: questa Europa (non l’Europa) è un danno per l’Italia, ha aggravato la nostra situazione economica per migliorare esclusivamente quella della Germania.

Le crisi economiche che il nostro Paese ha affrontato negli anni sono state recuperate a fatica, ma in tempi medi che via via si sono dilatati fino a raddoppiare dopo l’introduzione delle regole europee sull’austerity. Il covid addirittura quadruplicherà i tempi di recupero: dieci anni sono bastati per superare la crisi economica della Seconda Guerra Mondiale, 20 anni sarebbero stati necessari per superare la crisi del 2007, ma con le regole europee e la pandemia serviranno 40 anni per tornare al PIL del 2007.

Oggi le regole di austerità sono sospese, ma solo perché hanno danneggiato la potenza egemone, cioè la Germania che rispetta i trattati solo quando le fa comodo, come è stato per il caso dei vaccini. In questa considerazione non c’è una critica alla Germania, ma una sottolineatura del modo in cui i tedeschi difendono il loro interesse nazionale. Quella stessa tutela dell’interesse nazionale che il Partito Democratico ritiene deprecabile e che sacrifica costantemente sull’altare di una supposta solidarietà europea che, come abbiamo visto, non esiste.

Un intervento straordinario, da ascoltare e riascoltare fino ad impararlo a memoria.

La reazione di Teresa Bellanova (e del PD).

E qui arriviamo all’incredibile reazione del partito dei servi, il Partito Democratico che grida allo scandalo: “Bagnai ha paragonato la Germania della Merkel a quella del Terzo Reich“. Questa è la bufala che è stata diffusa per alzare la solita “caciara” ed evitare di rispondere nel merito alle questioni poste da Bagnai: “Perché la Germania non rispetta i trattati europei?”, “Perché voi non tutelate l’interesse nazionale come fanno loro?”, ma soprattutto, “Perché non pensate a rivedere le regole che hanno distrutto la nostra economia, ammesso che si possano ancora cambiare dall’interno?”.

Su tutti si alza la voce dell’incredibile Teresa Bellanova, salita al Ministero dell’Agricoltura per l’alone aulico che l’avvolge e che la vorrebbe come la versione femminile di Di Vittorio: lei, povera donna bracciante sfruttata nei campi da ragazza, per tenacia e valore etico non comuni, diviene sindacalista e difende tutti i lavoratori sfruttati. Santa subito!

La realtà è ben diversa: per la Bellanova il sindacato è stato un trampolino di lancio che lei ha usato per fare carriera politica. Tessera del PCI in tasca già a 14 anni, lascia ben presto i campi per 25 anni di incarichi di vertice nel sindacato e poi, dal 2005, l’approdo agli ori e agli stucchi del Parlamento.

A chi l’accusa di non aver studiato lei, e tutti i suoi fans, rispondono che ha dovuto abbandonare gli studi per il lavoro. Sarà, comunque io conosco decine di persone che si sono prese una laurea lavorando.

Ma a prescindere da questo, l’attacco a Bagnai da parte della Bellanova è risibile proprio perché non è di merito, non riguarda quella realtà che la ministra renziana dice di essere il suo retroterra culturale, ma è sul grado di conoscenza della storia che, nel caso di Bagnai è certificato e riscontrabile da una carriera accademica, mentre nel suo caso è fermo alla terza media.

In questa diatriba c’è un riassunto drammatico del nostro Paese, gli ignoranti riprendono i colti, i nullafacenti si accaniscono contro chi lavora, i lacchè della Merkel additano i sovranisti come traditori della Patria.

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