Italia23: il nuovo partitino che salverà Conte.

Italia23, il partito che nasce come un gruppo di esperti della società civile impegnato nell’analisi e nella soluzione di problemi complessi, specie in campo politico-economico. Ma i problemi di chi? Degli Italiani, di Conte o di qualche “responsabile”?

Italia23 ha già il suo sito internet, una bellissima grafica, elegante, ricercata, appagante. Ha già un suo programma scritto in politichese stretto: digitale, svolta green, Mezzogiorno. Fiumi di belle parole che sono presenti nei siti di tutti i partiti italiani. Voglio dargli fiducia e continuare a leggere, ma quando approdo al link “Gruppi Parlamentari” trovo una pagina vuota, neanche un nome. Le cose sono due: o non hanno nessun parlamentare che ha aderito al nuovo progetto o i parlamentari hanno chiesto l’anonimato. In entrambi i casi non è un buon segno per noi.

In ogni caso Italia23 ha già scritto nel nome la sua mission: far arrivare questo Governo al 2023, ovviamente con il Presidente Conte saldamente al posto di comando, al prezzo che faranno gli innominati parlamentari che disveleranno i loro nomi, quelli che a più riprese sono stati definiti “responsabili”.

Chi c’è dietro ad Italia23?

Il fondatore di Italia23 è il senatore Raffaele Fantetti, eletto nelle file di Forza Italia nella circoscrizione Europa. Una storia politica che comincia nel 2010 con il Popolo delle Libertà, primo dei non eletti, succede a Nicola Di Girolamo per le ben note vicende giudiziarie di quest’ultimo e si accomoda in Parlamento. Dopo alterne vicende arriva dal PDL a Forza Italia, per poi approdare al MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero): quindi passa dall’opposizione alla maggioranza.

Attività parlamentare scarsina, tutta incentrata sui ristoranti italiani all’estero, diventerà il perno di questo nuovo manipolo di politicanti poltronari che, insieme ai grillini e al PD terrà in piedi Conte con un nuovo Governo, con una poltrona magari proprio per Fantetti, fino al semestre bianco almeno.

C’è chi giura che dietro Fantetti ci sia Goffredo Bettini, aristocratico discendente della famiglia Rocchi Bettini Camerata Passionei Mazzoleni, vecchia volpe comunista e stratega. Così lo definiscono. Di sicuro è uno di cui aver timore, visto che ha ideato insieme a Walter Veltroni, con il quale condivide la passione per il cinema, il Partito Democratico.

Chi aderirà a Italia23?

Per il momento nessuno, eccetto il suo fondatore Fantetti. Ma i rumors nei palazzi romani sono abbastanza chiari: nel gruppo misto ci sono almeno 30 parlamentari e molti sono pronti alla transumanza se Renzi deciderà di andare fino in fondo verso la crisi di governo.

Da dove arrivano? Un po’ da tutti i partiti moderati, ma i principali indiziati sono Forza Italia e Italia Viva.

Sembra che a bordo salirà sicuramente Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, altra forzista recentemente riabilitata dopo le note beghe giudiziarie che l’avevano coinvolta ai tempi del Governo Prodi.

Di sicuro il nome del partito non aiuta a fare chiarezza, perché Italia23 è pressoché identico a Italia2023, un dominio registrato da Gianfranco Rotondi e «da altri amici democristiani» in previsione delle prossime elezioni politiche.

Non si sa se Fantetti e Rotondi decideranno di fare qualcosa insieme, ma di sicuro ci sono diversi punti di contatto tra i due: l’attaccamento alla poltrona di cui non fanno segreto, con quell’ironia sdegnosa che fa arrabbiare tanto gli Italiani che gli pagano lo stipendio, ma soprattutto l’avversione per Matteo Salvini che, sarebbe condivisa anche da un’altra nostra vecchia conoscenza: Bruno Tabacci.

Si, avete capito bene, ancora tutto gira intorno a Matteo Salvini che, se dovesse avere il sopravvento determinerebbe la fine della carriera politica per tutti questi parassiti che fanno la spola da un fronte all’altro grazie ai voti ricevuti dalle loro clientele.

Italia23, niente di nuovo, è la solita vecchia politica.

Insomma, Italia23 guarda al futuro. Chiaramente al futuro di tutte quelle cariatidi che non vogliono un reale cambiamento per il nostro Paese, ma che pensano a mantenersi il posto in Parlamento fino a tempi migliori.

La partita è aperta e riguarda un fiume di soldi e posti di potere che il Premier, pur di rimanere in sella, è pronto a concedere.

Insomma, mentre gli Italiani lottano per sopravvivere alla pandemia, alla crisi economica, all’incertezza quotidiana sul lavoro, mentre l’Italia è schiacciata sotto il peso dell’immigrazione clandestina e al decadimento complessivo etico e morale della società, questi pensano a come continuare a banchettare.

In questo momento provo solo tanta rabbia.

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