A Roma in lotta per la sopravvivenza.

Questo è più o meno quanto scrive il Washinghton Post sulla nostra capitale: piegata dal covid, dalla crisi economica e dal lockdown. Di chi sarà la colpa?

Avrei evitato di scrivere questo post, ma poi mi sono imbattuto in un articolo del sito Pagella Politica.it che, con la scusa del debunking, rigira la frittata e titola così: “Diversi parlamentari leghisti hanno diffuso la bufala del «giornalista americano» contro Conte”.

Quindi ho deciso di chiarire bene come stanno le cose, almeno dal mio punto di vista.

L’articolo del Washington Post: “Lotta per la sopravvivenza”.

Il 23 dicembre scorso, Chico Harlan, corrispondente del “The Washinghton Post“, ha pubblicato un articolo sugli effetti della pandemia a Roma e delle misure restrittive imposte dal Governo Italiano.

Si tratta di una fotografia impietosa della nostra capitale dopo un anno di lockdown: ristoranti e negozi chiusi, persone affamate che cercano di procurarsi il cibo, cartelli vendesi e affittasi ovunque. Una “lotta per la sopravvivenza” la definisce Harlan.

Gli Italiani sanno bene che quello che racconta Harlan è la pura realtà, ma soprattutto che il peggio non è passato, perché l’orizzonte è assolutamente incerto.

L’articolo del quotidiano statunitense rappresenta bene il dolore e la disperazione che si respira in Italia in questo momento, ma soprattutto lascia trasparire la vicinanza e l’affetto di chi ama il nostro Paese e non riesce a vederlo conciato così.

Il resoconto de Il Tempo

Il direttore de Il Tempo, Franco Bechis, vive a Roma. Non ha bisogno di leggere ciò che scrivono i quotidiani stranieri per conoscere la situazione della nostra capitale. Tutti noi sappiamo bene come stanno le cose, ma sappiamo anche che non è stata solo la pandemia a spingere l’Italia sull’orlo del baratro.

Ci sono responsabilità precedenti, di una classe politica che ha gestito male il Paese, determinando una crisi economica e sociale che preesisteva al coronavirus. C’è stato il COVID che ha messo in difficoltà il mondo intero, ma come per gli esseri umani, questo virus attacca con maggiore ferocia gli organismi più deboli. Quindi l’Italia, già debilitata, ha riportato danni maggiori rispetto a tanti altri paesi europei.

Quello che non va giù a Pagella Politica è il fatto che Bechis abbia fatto due più due, abbia cioè chiamato in causa anche Conte come responsabile della situazione di difficoltà della quale dà conto il Washinghton Post.

Più che un debunking di una notizia falsa, quindi, il pezzo di Pagella Politica è una difesa d’ufficio di Conte, pienamente legittima, ma assolutamente di parte. Solo un supporter di questo governo non riesce a vedere come il solo raccontare una Roma deserta, con persone affamate che circolano per strada, non sia conseguenza diretta delle scelte sbagliate di questo governo.

Per Conte è una sonora bocciatura.

L’Italia è il paese europeo che ha gestito peggio la crisi pandemica: tasso di mortalità altissimo, sistema sanitario e di prevenzione impreparato, misure economiche inefficaci. Su tutto questo, la maggioranza di governo negli ultimi sei mesi è stata in costante fibrillazione, tra scaramucce e mancati accordicchi sulle spartizioni, sulle nomine, sulle sciocchezze.

Un pezzo come quello del Washinghton Post non ha bisogno di esporre conclusioni, quelle le può trarre chiunque non sia obnubilato dall’adorazione per Giuseppe Conte. Ad un occhio imparziale però, l’Italia appare in ginocchio e la propaganda di Casalino è assolutamente inutile.

Io non sono imparziale e lo dico.

Il fatto che io non ami il Governo Conte credo sia abbastanza chiaro, tuttavia lo voglio ribadire. Il mio non è un occhio imparziale, quello del Washinghton Post lo è. Quindi lascio le conclusioni a voi, a me non serviva leggere articoli di stampa internazionale, per sapere che questi inetti ci hanno ridotto alla fame. Ormai l’Italia nel mondo suscita solo compassione.

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