Il vero obiettivo del Movimento 5 Stelle.

Ormai il disegno è chiaro: il Movimento 5 Stelle nel corso di questi anni ha realizzato il progetto che gli è stato commissionato da chi voleva distruggere l’Italia.

Beppe Grillo
Beppe Grillo

Si sono presentati come il nuovo, come quelli integerrimi che non scendono mai a compromessi. Si sono presentati come i portavoce del Popolo Italiano, con un programma elettorale che raccoglieva tutto il malessere dei cittadini per ottenere fiducia e consenso.

Una volta eletti sappiamo tutti come è andata a finire: hanno tradito tutte le promesse fatte agli elettori e si sono trasformati in un contenitore che ha sterilizzato la protesta e l’ha trasformata in un manipolo di parlamentari il cui principale obiettivo e riempirsi la pancia e fare da stampella a quel sistema che dicevano di voler distruggere.

Passando in rassegna tutti i provvedimenti voluti dal Movimento 5 Stelle, ce ne sono almeno tre che identificano chiaramente un progetto: quello di distruggere il nostro Paese, da un lato spostando l’asse delle relazioni internazionali verso la Cina e, dall’altro, attaccando l’economia, le Istituzioni democratiche, l’Informazione.

Il reddito di cittadinanza.

«Abbiamo abolito la povertà». Questo era lo slogan, ma la realtà è stata ben diversa perché l’effetto del reddito di cittadinanza è stato sì quello di dare sollievo a tante persone in difficoltà, ma poi le ha trasformate in sudditi apatici e privi di stimoli.

Il reddito di cittadinanza doveva essere un sistema composito fatto di un sussidio erogato in attesa di un nuovo impiego reperito dallo Stato attraverso i centri per l’impiego.

I sussidi sono stati pagati, ma nessun lavoro è stato trovato. Oggi, quindi, molte persone che percepiscono il reddito di cittadinanza non sono incentivate a migliorare la loro condizione economica, oppure beneficiano del reddito, ma svolgono lavori in nero.

Il reddito di cittadinanza quindi si sta rivelando un colpo micidiale per la nostra economia. Tra l’altro a rendere più odioso questo sistema ci sono le storture che consentono a delinquenti, mafiosi e terroristi o ai loro familiari di percepire il sussidio, nel disinteresse più totale dei grillini che non hanno mai affrontato incisivamente questo problema.

Il taglio dei parlamentari.

Se il problema dei costi della politica fosse quello che superficialmente i grillini fanno coincidere con la spesa per gli stipendi dei parlamentari, sarebbe stato sufficiente tagliare gli stipendi. Evidentemente l’obiettivo era diverso: si voleva minare le Istituzioni democratiche, depotenziarle e limitare la rappresentatività del Popolo, già fortemente compressa per altro da un sistema elettorale che non consente agli elettori di scegliere il proprio rappresentante eletto.

E’ stato un colpo di stato fatto con l’accetta, rivendicato con la solita panzana dell’equità sociale e della furia vendicativa del popolo contro i politici.

Risultato? Il sottile legame tra gli eletti e gli elettori viene definitivamente reciso, anche da un punto di vista numerico.

Avere Istituzioni più deboli e meno rappresentative si traduce in una minore efficacia dell’azione politica e governativa, ma soprattutto consolida la posizione dei partiti che storicamente detengono il potere, impedendo un vero ricambio della classe dirigente di questo Paese.

L’abolizione del finanziamento alle testate giornalistiche.

Lo so, molto spesso anche io me la sono presa con i giornali schierati, quelli che fanno propaganda e non informazione, ma eliminare ogni forma di sostegno all’editoria apre le porte a scenari catastrofici. Da un lato perché produce la fine istantanea del pluralismo dell’informazione e consegna ai gruppi editoriali economicamente più forti (perché sovvenzionati da qualche gruppo industriale che ne condiziona la linea editoriale) la narrazione dei fatti secondo i desiderata di chi ci mette i soldi.

L’informazione tradizionale, specialmente in questi anni nei quali la comunicazione passa per i nuovi canali informatici, è un settore in crisi che necessita di un sostegno per sopravvivere.

Mi domando chi farà ancora informazione libera sapendo di non poter vivere del suo lavoro. Probabilmente tutti cercheranno di seguire la linea editoriale di questo o quell’altro gruppo di potere per riuscire ad ottenere le risorse necessarie per evitare il fallimento.

Riforme o obliterazione?

Se una cosa non funziona, distruggerla non migliorerà di certo la situazione.

I problemi devono essere risolti con soluzioni efficaci e non drastiche: il Movimento 5 Stelle invece è come un medico che per sconfiggere la malattia di un paziente lo uccide.

Evidentemente i grillini non sono i salvatori della Patria, ma quelli che la stanno distruggendo definitivamente.

Non voglio tirare in ballo le teorie del complotto, mi limito semplicemente ad osservare l’azione politica del partito di Beppe Grillo e i suoi effetti pratici che mi ricordano, purtroppo, quegli obiettivi discussi a bordo del Britannia nel 1992. Sembra che Grillo, un tempo dato per presente a quell’incontro, non sia mai salito a bordo del panfilo della Corona Inglese.

Sicuramente però c’era Mario Draghi: se Draghi sostituirà Conte con il sostegno del Movimento 5 Stelle credo che nessuno potrà mai più dubitare dell’esistenza di un piano, cominciato con la più grande truffa elettorale della storia e finito con la distruzione di una nazione.

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