È confermato: i nostri pescatori liberi grazie a Putin

Quella che sembrava solo un’indiscrezione o un’ipotesi rilanciata da Silvio Berlusconi, si è rivelata invece una certezza.

I 18 pescatori di Mazara del Vallo devono la loro liberazione all’intervento del Presidente russo Vladimir Putin.

Subito dopo la liberazione, Silvio Berlusconi, in una telefonata all’armatore di uno dei due pescherecci sequestrati, aveva chiarito come l’interessamento di Putin fosse stato decisivo per la risoluzione della vicenda.

Questa circostanza ora trova piena conferma dal quotidiano La Stampa che cita fonti statunitensi secondo le quali il sequestro sarebbe stato al centro di una manovra internazionale con Putin protagonista.

I testimoni parlano di una telefonata giunta circa due settimane fa dal Cremlino alla base di Al-Rajma, città della Cirenaica dove si trova il quartier generale di Khalifa Haftar.

Durante la conversazione il capo del governo libico non riconosciuto è stato esortato ad accelerare sul rilascio dei pescatori a Bengasi da 108 giorni. Putin ha fatto presa in fretta sul generale, che dal canto suo ha utilizzato il sequestro dei pescatori per legittimare il suo ritorno dopo il fallimento del suo colpo di mano su Tripoli. Non solo, perché in cambio Haftar ha anche chiesto il sostegno russo e garanzie sul mettere un freno all’azione della Fratellanza musulmana nell’ovest del Paese (considerata da Haftar come un’entità terroristica ndr). A suggellare il suo trionfo, Haftar ha anche preteso la presenza in Libia, alla liberazione dei 18 uomini, del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Non c’è che dire: Conte e Di Maio sono stati usati come due agnelli sacrificali, costretti a fare il baciamano ad un pericoloso criminale.

Il loro intervento si è ridotto al solito annuncio sui social, ma la verità sulla liberazione dei nostri pescatori è ben presto venuta a galla e dice che loro non sono stati in grado di fare nulla.

Senza Putin, i 18 pescatori di Mazara del Vallo sarebbero ancora in una prigione Libica.

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