Report OMS: chi ha chiesto di farlo sparire? Clamorosa rivelazione del ricercatore che si oppose a Guerra.

Il report dell’OMS sull’Italia è stato pubblicato e poi immediatamente rimosso perché conteneva verità scomode, prima fra tutte quella del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Chi ha preteso che quel rapporto venisse ritirato?

La vicenda del report dell’OMS stilato da un gruppo di ricercatori guidato dal Dott. Francesco Zambon è ormai diventata un caso internazionale. Dopo le rivelazioni e le inchieste di Report e Non è l’arena emerge un quadro più chiaro di come siano effettivamente andate le cose.

I fatti.

Il distaccamento europeo dell’OMS che ha sede a Venezia è stato incaricato di redigere un report sulla risposta alla pandemia fornita dall’Italia. Dopo un solo giorno dalla sua pubblicazione il report viene misteriosamente ritirato.

Il coordinatore del gruppo di lavoro che ha curato la redazione del report, il Dott. Francesco Zambon riferisce che il dossier è stato approvato da tutti gli organi di supervisione dell’OMS, ma inspiegabilmente è stato ritirato. Addirittura l’OMS, interpellato su questa vicenda, prende le distanze da quel rapporto, sostenendo che contiene informazioni non verificabili.

Cosa c’era di così compromettente in quel rapporto, da spingere l’OMS a esporsi a tal punto da censurare un dossier scritto dai suoi stessi ricercatori?

Nel documento redatto da Zambon si evidenzia come l’Italia non avesse un piano pandemico aggiornato e che l’unico piano disponibile era del 2006, riconfermato senza alcuna modifica, nonostante gli scenari di rischio e le competenze tecniche e scientifiche in 15 anni fossero radicalmente cambiate.

Secondo il rapporto inoltre l’Italia era “impreparata ad una simile marea di pazienti gravemente ammalati“, tanto che “la reazione iniziale degli ospedali fu improvvisata, caotica e creativa“.

Questa ricostruzione era evidentemente inaccettabile per l’ex Direttore Generale del Ministero della Salute ed attuale Direttore Aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra, al quale spettava di aggiornare il piano pandemico. Ma soprattutto era particolarmente indigesta per l’attuale inquilino del Ministero, Roberto Speranza che si era vantato fino a quel momento della sua gestione e del fantomatico “modello Italia”.

Ranieri Guerra ha sempre sostenuto di non aver mai fatto pressioni su Zambon per modificare il contenuto del report, né di averne chiesto il ritiro, ma ormai la documentazione che tutti abbiamo potuto vedere, lo smentisce clamorosamente.

Il Ministro Speranza, su questa storia, continua a sfuggire ai giornalisti e da qualche settimana non si hanno più notizie. Intanto in Parlamento sono stati presentati atti ispettivi per costringerlo a fare chiarezza.

Perché la mancanza di un piano pandemico è così grave?

Il piano pandemico è uno strumento fondamentale per la programmazione delle attività e degli approvvigionamenti di materiali necessari a fronteggiare una situazione di emergenza.

Durante la prima ondata di contagi, tra fine febbraio e aprile, in Italia non c’erano procedure corrette da seguire negli ospedali, il personale sanitario non aveva svolto nessun tipo di formazione particolare, non aveva a disposizione neanche i dispositivi di protezione per lavorare in sicurezza.

Questo ha comportato un aumento repentino dei contagi e dei decessi, ma soprattutto ha messo in crisi i nostri ospedali e fatto ammalare tantissimi operatori sanitari che, invece, avrebbero dovuto essere mantenuti al sicuro in quanto primo ed unico argine al dilagare del virus.

La mancanza di un piano pandemico è tutta qui, nell’aver affrontato il virus a mani nude.

«L’OMS è la foglia di fico del Ministro Speranza»

In una email il Dott. Ranieri Guerra definisce l’OMS come la carta vincente del Ministro Speranza, la “consapevole foglia di fico per certe decisioni impopolari e criticate da vari soggetti”, ma soprattutto evidenzia come in questi anni il sistema di prevenzione del nostro Paese sia stato definitivamente distrutto dai suoi “fallimentari colleghi”.

Insomma, secondo Guerra, bisogna difendere il Governo da un attacco politico che coinvolge, oltre al Ministro Speranza, anche Massimo D’Alema e l’unico modo per farlo è continuare a difendere l’Italia che, in segno di fiducia verso l’OMS, ha recentemente versato anche un contributo volontario di 10 milioni di euro.

E questa strategia sarebbe stata addirittura concordata con il Direttore Generale dell’OMS Dott. Tedros.

Le telefonate di Brusaferro e di Speranza

La stesura del dossier OMS e la sua pubblicazione hanno particolarmente infastidito sia il Dott. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e il Ministro della Salute Roberto Speranza che – secondo quanto riferito dalla trasmissione Report – avrebbero telefonato al Dott. Ranieri Guerra per lamentarsi di non essere stati informati prima sul suo contenuto.

Se questa circostanza fosse vera sarebbe di una gravità inaudita: i rapporti dell’OMS, infatti, godono di particolare credibilità proprio perché si presume che siano “indipendenti”, cioè non influenzabili dallo stato che ne è oggetto e, proprio per questo, vengono finanziati con risorse provenienti da altri stati (nel caso specifico, il nostro era finanziato con fondi del Kuwait).

A settembre l’OMS ha di nuovo elogiato l’Italia per la gestione della pandemia, un riconoscimento internazionale per il nostro Paese per la capacità di risposta al COVID-19. Ma sulle contestazioni e sulle indagini che sta svolgendo la Procura di Bergamo su questa vicenda l’OMS non fornisce alcuna risposta, anzi ha intimato al suo personale di non presentarsi ai magistrati opponendo l’immunità diplomatica.

In conclusione…

Se non avete ancora capito chi ha spinto per far ritirare il dossier dell’OMS, provo a stimolarvi con qualche domanda. Chi era il politico che sarebbe stato maggiormente danneggiato da un dossier terzo ed imparziale che certificava come l’Italia fosse impreparata a gestire una pandemia? Quello stesso politico che in Parlamento, subito dopo la scoperta dei due turisti cinesi positivi al coronavirus riferiva testualmente: “Ranieri Guerra e l’OMS ci dicono di stare tranquilli, l’Italia – tra i paesi occidentali – è quella più fornita e la più attenta”.

Ad oggi abbiamo quasi 70 mila morti. Questa sarebbe la nazione più preparata tra i paesi occidentali, quella con il tasso di mortalità più alto in Europa e il terzo nel mondo. E per 10 milioni di euro, dall’OMS abbiamo ricevuto un bello spot elettorale da condividere sui social del Ministro della Salute e del Presidente del Consiglio.

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