Come andrà a finire negli USA?

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Nel momento in cui registro questo podcast non sappiamo ancora il nome del prossimo presidente degli stati uniti.

Anche le informazioni che arrivano sono molto confuse, sia perché il metodo di voto è piuttosto complesso e diverso da quello al quale noi siamo abituati, sia perché si sente forte la coloritura propagandistica dei media tifosi di Joe Biden che, nell’ansia di poter incoronare il loro candidato, evitano alcune informazioni che, invece sono molto importanti, non solo per capire quello che è successo e sta succedendo, ma anche quello che probabilmente accadrà nei prossimi giorni.

Questa tornata elettorale è stata caratterizzata da un imponente ricorso al voto per corrispondenza che viene presentato dai media come una cosa normale, ma non è così. In precedenza era possibile votare per posta, ma solo alle persone che si trovavano fuori dalla propria residenza o ad anziani, persone con disabilità, malati e carcerati.

Quest’anno i democratici, attraverso decine di ricorsi in tribunale hanno ottenuto l’estensione del voto per corrispondenza a tutti gli aventi diritto, senza alcun limite.

Però proprio questa modalità di voto è quella che ha creato maggiori problemi: da un lato perché le schede sono state recapitate agli elettori con molti errori e poi perché le schede votate non sono state recapitate ai seggi entro il 3 novembre.

Alcuni stati hanno addirittura consentito che potessero essere considerate valide le schede pervenute da tre a 9 giorni dopo la data dell’election day e hanno accettato le schede senza timbro o con timbro illeggibile. E’ evidente che se non si può controllare la genuinità di una scheda elettorale la possibilità di brogli è più che evidente.

Ed è proprio questo che Donald Trump sta denunciando e molti si stanno chiedendo quante schede salteranno fuori senza timbro postale. Si segnalano anche numerosi casi di voti regolarmente espressi da persone decedute e ci sarebbero più schede votate nelle urne di quanti non siano gli elettori registrati ed aventi diritto. In alcuni seggi si è arrivati ad avere un’affluenza del 200%, quindi ogni elettore ha votato due volte!

Ci sono altri due elementi che rendono questa situazione molto opaca: da un lato, infatti, con la scusa del Covid, è stato impedito a molti osservatori di accedere ai locali dove si sta svolgendo lo spoglio e, dall’altro, in alcuni stati il conteggio dei voti è stato sospeso mentre Trump era saldamente in testa, in attesa che venissero recapitate le schede elettorali per posta sebbene le urne fossero già chiuse da tempo. Questo, ovviamente, per non chiudere le operazioni di voto e dover dichiarare la vittoria di Trump.

Su tutto questo scende anche la gravissima censura dei social networks che si è abbattuta su Trump, impedendogli di fatto di contrastare quella narrazione che vorrebbe il presidente come un usurpatore del ruolo che spetterebbe invece a Biden, presentato da sempre dai sondaggisti come sicuro vincitore con percentuali bulgare. Le urne hanno detto il contrario, ma è sicuro che i sondaggi possano aver scoraggiato tanti elettori di Trump a recarsi alle urne credendolo ormai un candidato perdente.

Quali sono gli scenari per il futuro? In questa situazione è evidente che risulta ormai difficile impedire il piano dei democratici per riprendersi la Casa Bianca, visto anche il sostegno incessante dei media e di alcune corti territoriali.

Per Trump l’unica possibilità è il ricorso alla Corte Suprema che potrebbe annullare l’esito del voto se i brogli di cui si parla in queste ore fossero documentati e provati.

Di sicuro di queste elezioni ricorderemo che non c’è stata nessuna onda blu, semmai solo un’onda marrone, maleodorante e melmosa.

#elezioni #usa #biden #trump #chi #vince

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