Attacco a Vienna: la Jhiad in casa nostra.

Attacco a Vienna: il bilancio dell’attentato è di quattro morti e 13 feriti, di cui 7 in pericolo di vita (Wiener Zeitung). L’Austria intensifica i controlli alle frontiere e schiera l’esercito ai valichi. Il Primo Ministro Kurtz: “Non è un conflitto fra Cristiani e Musulmani, né fra Austria e migranti, ma fra civiltà e barbarie“.

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Ultime notizie sull’attentato a Vienna

Uno dei terroristi avrebbe annunciato il suo gesto con un post su Instagram (Fonte: Bild).

Secondo il ministro dell’Interno austriaco (Falter) si tratterebbe di un giovane viennese di origini albanesi, Fejzulai Kujtim, noto ai servizi segreti austriaci per aver tentato di entrare in Siria come combattente dell’ISIS. Per questo era stato condannato a 22 mesi di carcere il 25 aprile 2019, ma era stato liberato solo 8 mesi dopo per benefici connessi alla sua giovane età.

Intanto le operazioni di Polizia procedono per assicurare alla giustizia tutti i membri del gruppo che si è reso protagonista di questo gesto vile e l’Austria ha schierato l’esercito alle frontiere, intensificando i controlli ai valichi di frontiera, a partire dal Brennero.

Attentato terroristico di matrice islamica.

Dopo Nizza e Lione un altro attentato ad opera di fondamentalisti islamici che pone inquietanti interrogativi sulla nostra sicurezza e che dà corpo alle minacce del leader turco Erdogan, che già nel 2017 affermava:

Nessun europeo potrà camminare sicuro per strada.

(Recep Tayyip Erdoğan – Fonte: Reuters)

Anche le dichiarazioni del leader iraniano Khamenei non sono tranquillizzanti:

Qualsiasi insulto all’Islam e al Profeta Maometto da parte dei Paesi occidentali, inclusi Stati Uniti e Francia, indica la natura tirannica e selvaggia della civiltà occidentale

(Āyatollāh Alī Khāmeneī – Fonte: Ansa)

Di tutt’altro tenore sono le dichiarazioni dell’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia) che affida ad un tweet la netta condanna dell’attentato:

Anche l’Italia deve darsi da fare.

In questo momento di grande sconvolgimento dobbiamo mantenere la razionalità e non cedere al gioco dell’odio innescato dai terroristi che vogliono generare solo una escalation della violenza. Questo però non significa continuare con questo atteggiamento autolesionista che mantiene le frontiere aperte e senza controlli, che grida al razzismo ogni volta che si affrontano le questioni legate alla regolamentazione della convivenza tra etnie e religioni diverse.

L’attentato di Vienna rappresenta un salto di qualità preoccupante rispetto a Parigi e Nizza, perché in questo caso abbiamo a che fare con un’organizzazione paramilitare che ha impiegato armi pesanti, tenendo in ostaggio e nel terrore una città intera per 24 ore.

Per questo è necessario che anche l’Italia reagisca con forza: occorre regolarizzare i tanti luoghi di culto presenti nelle nostre città che sfuggono ai controlli, dove magari i fondamentalisti trovano rifugio e fanno proseliti. Questo può garantire la vera integrazione in Italia, emarginando ogni forma di integralismo e valorizzando chi rispetta le nostre leggi e difende il valore della tolleranza.

Dall’altro lato è importante operare una stretta sull’immigrazione clandestina, bloccando gli sbarchi e sigillando le frontiere. Anche oggi continuano senza soluzione di continuità gli sbarchi a Lampedusa dove, nelle ultime ore sono stati 460 gli arrivi, in gran parte di nazionalità tunisina.

Questo Governo, che ha abolito i decreti sicurezza, sembra vivere nel mondo dei sogni e la maggioranza giallorossa su questo tema non potrebbe essere più spaccata. Oggi, infatti, lo stesso Luigi di Maio si esprime in maniera molto netta, arrivando a chiedere anche l’adozione di un Patriot Act europeo:

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