DPCM Conte 24 ottobre

Il testo del nuovo DPCM del 24 ottobre 2020 (Testo Ufficiale): bar e ristoranti chiusi dopo le 18. Palestre e piscine chiuse, a scuola dopo le 9 e didattica a distanza almeno per il 75% delle lezioni.

Sono passati solo pochi giorni dal precedente decreto, era il 18 ottobre e dopo una lunga attesa fatta di annunci e smentite, dibattiti e aspettative, dopo la solita conferenza stampa annunciata e poi rinviata di ora in ora, il Presidente del Consiglio era apparso in TV ad annunciare le nuove misure alle quali ci saremmo dovuti attenere.

Due gli aspetti cruciali: la delega di responsabilità alle regioni e agli enti locali e l’ammonimento agli Italiani di adeguarsi puntualmente alle disposizioni del Governo perché, in mancanza, Conte era pronto ad imporre nuove e più stringenti misure.

Da subito ci siamo resi conto che quel decreto era inutile e poco incisivo. Infatti, nonostante le ordinanze regionali che sono state successivamente adottate, la crescita dei contagi non ha accennato ad arrestarsi.

Per questo oggi, dopo l’ennesima settimana di polemiche e annunci, Conte tornerà in televisione per un altro decreto, già ampiamente annunciato nei suoi contenuti da dichiarazioni e indiscrezioni che renderebbe del tutto inutile la conferenza stampa.

Ci sono alcune cose che secondo me vanno sottolineate.

La prima: questa maggioranza è a pezzi. Ce ne siamo accorti già da tempo, ma adesso che servirebbero provvedimenti incisivi e decisivi, lo scontro tra PD e 5 Stelle è al calor bianco. Conte dice di non volere il lockdown, ma i comitato tecnico scientifico sta pressando il governo in questo senso. Dall’altro lato c’è il PD che teme i provvedimenti troppo restrittivi che gli costerebbero cari in termini di consenso.

La seconda: l’idea del governo è quella di incrementare la didattica a distanza al 75% per le scuole superiori. Al di là delle problematiche che questa modalità di insegnamento comporta e che conosciamo tutti – vanno dalla minore qualità della didattica alle difficoltà legate alla carenza di infrastrutture tecnologiche del nostro paese – resta il gigantesco spreco di risorse pubbliche che sono stata impiegate per adeguare le scuole (dove era possibile), per acquisire locali alternativi, per elaborare i piani di sicurezza dei singoli istituti e, dulcis in fundo, per acquistare i banchi a rotelle. Tra l’altro, nonostante le gare siano state espletate non sappiamo ancora chi se le sia aggiudicate e perché oltre il 70% dei banchi acquistati non sia ancora stato consegnato. Su questo regna il più assoluto silenzio.

Sarebbe stato sufficiente prendere atto – come era già facile intuire del resto – che la ripresa delle attività scolastiche in presenza, pur con tutte le cautele del caso, avrebbe pesato molto nel senso di accelerare la diffusione del virus, viste le problematiche connesse al trasporto scolastico e agli ingestibili assembramenti di fronte ai cancelli delle scuole. Si poteva partire da subito con la didattica a distanza e poi verificare le condizioni per riaprire le scuole, ma il Governo ha voluto farne una questione di principio ed ecco i risultati.

Il conto supera il miliardo di euro, che sembra essere letteralmente evaporato.

La terza: in questi mesi – da maggio ad oggi – sono state adottate misure di sicurezza e linee guida alle quali tutti ci siamo dovuti adeguare. Questo ha comportato, in particolar modo per attività commerciali ingenti investimenti per i quali non c’è stato alcun contributo economico effettivo da parte dello Stato. Ora, sembra che l’idea del Governo sia quella di richiudere bar, ristoranti e palestre determinando danni su danni, non solo per la perdita di fatturato, ma anche perché tutte le spese fatte per l’adeguamento delle attività si sono rivelate inutili.

Comunque, vediamo quali sono le principali novità del decreto:

  • La prima cosa che salta all’occhio è la raccomandazione a non spostarsi se non per esigenze di lavoro o di studio o altre comprovate esigenze. Si tratta di un lockdown, evidentemente, che il presidente però a solo voluto o potuto consigliare.
  • Sono sospese le competizioni sportive, individuali o di squadra, ad eccezione dei campionati professionisti o dilettantistici, per i quali però le competizioni saranno a porte chiuse. Sono sospesi gli sport di contatto a tutti i livelli.
  • Sono chiuse palestre, piscine, centri benessere. Sono chiuse le sale gioco, bingo, e simili. Chiusi anche cinema e teatri. Vietate le feste di ogni genere al chiuso e all’aperto. Ai musei viene disposto l’accesso contingentato.
  • Per le scuole superiori viene disposta la didattica a distanza al 75%, l’ingresso per tutti alle 9, la rimodulazione degli orari includendo anche i turni pomeridiani. Sono vietate le gite e i viaggi di istruzione e le università dovranno implementare la didattica a distanza.
  • Bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie possono rimanere aperte dalle 5 alle 18, con consumo al tavolo di massimo 4 persone. Tale limite può essere superato se i clienti sono conviventi. E’ consentita l’attività di ristorazione con asporto fino alle 24, è consentita la ristorazione nelle strutture ricettive per i soli clienti che vi soggiornano. Mense e catering continuano ad operare così come bar e ristoranti nelle aree di servizio, negli ospedali e negli aeroporti.
  • Le attività commerciali possono rimanere aperte nel rispetto delle linee guida vigenti.
  • I servizi alla persona sono consentiti, salvo diversa disposizione su base regionale.
  • Alle regioni competerà anche la riorganizzazione del trasporto pubblico locale, per evitare il sovraffollamento.
  • Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici, che potranno però essere utilizzati da atleti professionisti. La conferenza stato-regioni può adottare apposite linee guida per consentirne la riapertura.
  • Per il controllo del rispetto delle norme potrà essere impiegato anche l’esercito.

Le norme entrano in vigore il prossimo 26 ottobre.

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