L’Europa vuole tassarci la prima casa

Mentre i soldi del Recovery Fund sembrano sempre più un miraggio, nonostante fossero stati annunciati con grande enfasi dal Premier Conte, l’Europa mostra già il suo vero volto, chiedendo all’Italia di mettere subito mano alla riforma fiscale.

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L’obiettivo è quello di spostare la tassazione dai redditi ai patrimoni: quindi si chiede la reintroduzione dell’IMU sulla prima casa e l’alleggerimento del costo del lavoro attraverso l’introduzione di nuove tasse patrimoniali. La ricetta non è nuova, ne abbiamo avuto una dimostrazione pratica con il Governo Monti che, oltre ad essere diventato famoso per aver lasciato senza lavoro e senza stipendio circa 50.000 persone con la riforma “Fornero”, finì per deprimere la nostra economia a tal punto da distruggere una importante fetta del nostro tessuto produttivo e imprenditoriale.

In un momento come questo, nel quale l’Italia sta attraversando una crisi economica epocale, con i consumi al minimo storico, misure fiscali di questo genere costituiscono un vero e proprio colpo di grazia alla nostra economia: famiglie e imprese non hanno risorse per sostenere un nuovo aumento della pressione fiscale.

Di fronte a queste richieste si può dare una duplice interpretazione. La prima: vogliono distruggere la nostra economia per poter completare quel disegno originario di deindustrializzazione del nostro Paese, vera spina nel fianco di tante economie europee e mondiali. La seconda: dietro la minaccia di una catastrofe fiscale vogliono costringerci ad accettare il MES.

In questo secondo caso, tuttavia, se l’Italia abboccasse all’amo la fine non sarebbe tanto diversa, anzi, forse sarebbe ancor più dolorosa. Il meccanismo europeo di stabilità (o Fondo Salvastati) infatti, una volta attivato, avrebbe la possibilità di costringerci ugualmente ad una serie di riforme fatte di nuove tasse e tagli alla spesa sociale, attraverso una cessione di sovranità pressoché totale.

Insomma, l’impressione che si ha in questo momento è che l’Italia sia in guerra, con dei generali che si sono venduti al nemico e che presto sarà occupata dai propri avversari.

Per questo, oggi, il valore della resistenza torna di grande attualità e appare l’ultimo appiglio per non soccombere definitivamente.

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