Ep. 06 – Caos COVID e regna la paura. Intanto il Governo prova a salvarsi con l’aiuto del CTS.

In settimana il voto sul Nadef e sul Recovery Plan: serve la maggioranza assoluta che non c’è per i tanti parlamentari giallorossi in isolamento. Il Comitato Tecnico Scientifico corre in aiuto di Conte: la quarantena passa da 14 a 10 giorni e per uscire dall’isolamento basterà un solo tampone.

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Devo dire che oggi, a leggere qualche giornale, mi è venuta voglia di rimanere chiuso in casa: titoloni catastrofisti sulla ripresa dei contagi, reprimende su un’estate dionisiaca passata da incoscienti a bighellonare sfidando la sorte e il solito balletto kafkiano di norme e regole, tra indiscrezioni e smentite di questo governo ormai in grave deficit di credibilità.

Per quanto mi riguarda so bene che con il Covid non si può e non si deve scherzare. I danni di questa pandemia sono sotto gli occhi di tutti e negarli, così come negare i rischi di un virus molto contagioso e poco conosciuto, è una follia.

Tuttavia io sono un ottimista di natura, cerco sempre di valutare le situazioni difficili come opportunità e in questo mare di informazioni allarmistiche vedo alcune esagerazioni che non riesco a spiegarmi.

E proprio perché sul Covid non si scherza, mi sarei aspettato che su questi dubbi si fosse fatta chiarezza, piuttosto che accusare chiunque si ponga delle domande di essere un pericoloso incosciente.

Conte e Speranza si apprestano a varare l’ennesimo DPCM infarcito di divieti, ma in questa situazione c’è il dubbio che il governo, più che tutelare la nostra salute, sia interessato a tutelare la sua stessa sopravvivenza che, sia detto per inciso, sta a cuore non solo ai parlamentari che si possono garantire uno stipendio e che altrimenti sarebbero destinati alla disoccupazione, ma anche ad altri.

Di sicuro a fare il tifo per Conte c’è l’Unione Europea: meglio un governo prono agli ordini della Germania, che si lascia spolpare in silenzio, piuttosto che una nazione che rivendica il proprio ruolo di stato fondatore e motore dell’economia dell’Unione.

Ma Conte e il suo braccio destro Di Maio hanno il favore della Cina, alla quale garantiranno il lucrosissimo business del 5G e, soprattutto, il Porto di Taranto con tanto di zona franca ed egemonia sul traffico merci nell’area del Mediterraneo.

Vista da questa prospettiva, l’emergenza Covid spaventa ancora di più, anche se l’epidemia rischia di far saltare anche il Governo che, proprio per il Covid, non ha i numeri per far passare due provvedimenti cruciali: l’approvazione del Recovery Plan e della Nota di Aggiornamento al DEF, dai quali dipendono i soldi europei e l’extra deficit di 25 miliardi di euro per garantire anche l’impennata di richieste di reddito di cittadinanza.

Allora bisogna analizzare la situazione per capire se l’emergenza Covid riguardi più la salute dei cittadini o gli interessi particolari di qualcuno; e ci sono alcuni elementi che fanno purtroppo propendere per la seconda opzione.

C’è una ripresa dei contagi, è un fatto incontrovertibile. Ma è altrettanto vero che oggi, rispetto ai primi mesi dell’anno, il numero dei tamponi effettuati si è quadruplicato e il 94% dei positivi è asintomatico.

E proprio gli asintomatici erano quelli che facevano più paura, perché si riteneva che fossero contagiosi e che, quindi, avrebbero potuto diffondere l’epidemia in maniera incontrollata perché l’assenza di sintomi li rende di fatto impossibili da identificare. Oggi questa certezza è venuta meno: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che la contagiosità degli asintomatici è un’evenienza molto rara, perché l’assenza di sintomi può significare la bassissima carica virale del soggetto che non sviluppa la malattia e non riesce a contagiare gli altri.

Non sono un medico, quindi mi astengo da ogni valutazione, ma l’autorevolezza della fonte mi sembra degna di esser presa in considerazione.

Ciò su cui, invece, sicuramente posso esprimermi è sui ragionamenti fatti da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE e ricercatore di fama internazionale. Secondo Cartabellotta i dati di cui disponiamo oggi – e sui quali il Governo si sta basando per le proprie scelte – non possono in alcun modo essere comparati con quelli di marzo.

“Si sta verificando quello che non abbiamo visto durante la prima fase della pandemia. Non possiamo confrontare i dati assoluti di oggi con quelli di febbraio e di marzo, perché all’epoca noi conoscevamo solo la punta dell’iceberg dei ricoverati gravi, ora invece conosciamo anche tutta la parte del sommerso con tanti pazienti con pochi sintomi o addirittura asintomatici”.

Nino Cartabellotta – Fondazione GIMBE

Quindi l’entità della diffusione del virus, presentata in maniera così catastrofica oggi, dovrebbe invece essere raccontata per quello che è: un fenomeno da tenere rigorosamente sotto controllo, ma legato alla maggiore capacità del sistema sanitario di diagnosticarne la presenza anche tra gli asintomatici che, raramente trasmettono la malattia.

Messa così, mi sembra che l’allarmismo e l’isteria siano assolutamente fuori luogo, così come le misure restrittive che vorrebbero vederci fare footing indossando la mascherina o che consentirebbero alle Forze dell’Ordine di entrare nelle case degli Italiani per verificare se si stia svolgendo una festa privata con più di dieci persone.

A domani.

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