Torna il Covid: Governo KO

La seconda ondata di Covid-19 sembra essere arrivata anche in Italia e con essa torna anche l’impreparazione del Governo, incapace di assumere decisioni efficaci per fronteggiare il diffondersi dell’epidemia.

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Torna il covid e il Governo si fa cogliere ancora impreparato: nonostante la proroga dello stato di emergenza e l’esperienza fatta in questi mesi, nonostante le previsioni del mondo scientifico e l’andamento dell’epidemia nel resto d’Europa, Conte e i suoi ministri si fanno cogliere ancora impreparati.

Le lacune di questo Governo sono evidenti, ciononostante l’informazione continua a dipingere un quadro di efficienza e tempestività. L’esatto contrario di quanto accade nella realtà in cui vivono i cittadini.

Un primo esempio è dato dalla grave carenza di posti in terapia intensiva, frutto anche degli oltre 35 miliardi di euro di tagli imposti al nostro Paese dall’Europa sulla spesa sanitaria. A marzo, mese di adozione dei primi provvedimenti restrittivi (sebbene lo stato di emergenza fosse stato proclamato il 31 gennaio) in Italia c’erano circa 5.400 posti letto. Le regioni in questi mesi hanno creato altri 2.300 posti.

Il Governo ha stabilito un incremento di altri 7.700 posti letto, tra terapia intensiva e sub intensiva, stanziando un miliardo di euro. Bene, direte voi. No, male, anzi malissimo, visto che il bando per la realizzazione dei nuovi posti letto è stato pubblicato solo qualche giorno fa, quindi per i prossimi 6 mesi dovremo arrangiarci con le capienze di cui disponiamo oggi e che, secondo quanto riferito dalla Fondazione Einaudi, si sono già rivelate insufficienti.

Anche sui dispositivi di protezione personale regna il caos. All’inizio dell’anno mancavano mascherine e camici e il Governo decise di incentivare le aziende italiane a riconvertirsi alla produzione di questi dispositivi, ma anche in questo caso nulla è stato fatto. Siamo ancora dipendenti dall’estero per gli approvvigionamenti (in particolare dalla Cina) e tutti sappiamo che le forniture potrebbero interrompersi in ogni momento se il materiale dovesse essere necessario per una recrudescenza dell’epidemia in Cina.

Non è stata fatta alcuna assunzione di personale negli ospedali, quindi mancano infermieri e medici.

Le norme sulla quarantena fiduciaria e i ritardi nell’effettuazione dei tamponi stanno già avendo ripercussioni gravissime sul mondo della scuola e delle imprese. Parlando di scuola è appena il caso di ricordare che non solo i banchi non sono stati consegnati, ma non si sa ancora chi si sia aggiudicato la gara per la loro fornitura. Nel frattempo mancano gli insegnanti e il maxi concorso voluto dalla Azzolina rischia di saltare proprio per la ripresa dei contagi.

Si registrano ancora gravi ritardi sulla cassa integrazione e sui provvedimenti normativi di attuazione dei vari decreti e siamo in attesa che un nuovo DPCM chiarisca cosa sarà possibile fare e cosa invece sarà vietato.

A ciò si aggiunga che la maggioranza di governo appare spaccata su tutto, tranne che su provvedimenti dei quali ora non si avverte la necessità.

Non ci resta che sperare nel senso di responsabilità dei cittadini per arginare l’incremento del numero dei contagi. Per quanto riguarda le imprese e i lavoratori invece, il futuro appare tutt’altro che roseo.

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