Monti, Bonino (Soros) e Boldrini per il Conte Bis.

Tutti a farci la lezioncina sulla Repubblica Parlamentare, ma si dimenticano di dire che la nostra democrazia si fonda sulla responsabilità politica.

Oggi che il Bisconte Giuseppe ha ricevuto l’incarico lo spread si è quasi azzerato, le borse volano, Greta Thunberg è sbarcata a New York e, finalmente, regnerà la pace nel mondo.

L’altro miracolo al quale sto assistendo è la metamorfosi del popolo italiano: da barbari a costituzionalisti. Con Salvini al Governo la maggioranza degli italiani veniva dipinta come una massa di cavernicoli. Oggi, con il Bisconte al comando, sono tutti raffinati pensatori, costituzionalisti che discettano di prerogative del Capo dello Stato e Repubblica Parlamentare.

Un po’ sudati per la verità, affaticati dal dover ripetere questa teoria per la quale il Governo del Bisconte è perfettamente legittimo perché il Parlamento è sovrano.

Ma è proprio così?

Leggendo la nostra Costituzione a mio avviso c’è una norma, che tutti fanno finta di non vedere che mette in crisi chi si schiera contro il voto.

L’articolo 67 della Costituzione, infatti, dispone che i parlamentari svolgono il loro incarico “senza vincolo di mandato”. Ciò significa che non c’è nessun vincolo giuridico nei confronti degli elettori e che nessun parlamentare può essere costretto a rispettare le decisioni del suo partito.

Ciò non significa che tutti possono fare ciò che vogliono, perché la norma rimanda alla “responsabilità politica” degli eletti che devono rispondere del loro operato non giuridicamente, ma sottoponendosi al voto.

Ed è proprio la responsabilità politica alla quale il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle ora sfuggono, leggendo la costituzione solo a metà, per quanto gli fa comodo.

Se dal Partito Democratico possiamo aspettarci di tutto, la delusione nei confronti del Movimento 5 Stelle è grande: il M5S nasce come forza che vuole superare l’assenza di vincolo di mandato, da sempre vista come il vero male della nostra Repubblica.

Vi ricordate il V-Day contro i politici che non fanno più ciò che vuole il popolo? Dicevano: “Vi cacciamo a calci in culo se non rispettate gli impegni con i cittadini“. Vi ricordate la democrazia diretta, uno vale uno, il contratto con la penale per chi non rispetta le indicazioni, gli eletti che sono definiti “portavoce”?

Inoltre, proprio il Movimento 5 Stelle è stato il primo a scagliarsi contro il “Rosatellum” che, per dirla con le parole di Travaglio:

È una porcata.

Ci porterà a trasformismo e a compravendita di voti con inciucio finale e paralisi.

Punteranno e faranno leva sulla paura che hanno i neo-eletti di ritornare a votare e di rimettere in gioco quel posto che faticosamente si sono conservati”.

Un’analisi perfetta: sembra scritta apposta per il governo del Bisconte Giuseppe.

Irresponsabilità politica: quali sono le conseguenze?

Evitare la responsabilità politica è molto pericoloso: significa che la maggioranza di governo può formarsi per ragioni estranee agli interessi del popolo e, addirittura, in contrasto con questi.

Lo si capisce bene guardando con attenzione ai numeri del governo Bisconte al Senato, dove la maggioranza non c’è e per ottenerla dovrà imbarcare tutti ad un prezzo salatissimo.

Per raggiungere la maggioranza, ad esempio, il Bisconte dovrà bussare alla porta di Emma Bonino, quella finanziata da Soros (nemico giurato dell’Italia e dei grillini). Emma non solo è fondamentale per la maggioranza, ma potrebbe anche entrare al Governo. Lei, indurita dai decenni in Parlamento, senza troppa poesia lo ha dichiarato uscendo dal Quirinale: “Non compriamo a scatola chiusa“. Tradotto: “Vediamo cosa ci offri e poi decidiamo se starci“.

Il Bisconte sarà costretto ad arruolare anche il Senatore a vita Mario Monti. Si, avete capito bene, quel “Rigor Montis” bersaglio di mille invettive di Grillo, quello della riforma Fornero, delle lacrime e del sangue.

E’ come se Batman e Joker prendessero insieme il controllo su Gotham City.

Ancora non basta, perché il governo avrà bisogno anche di LEU e della sua punta di diamante Laura Boldrini. Vale la regola che più un voto è indispensabile per ottenere la maggioranza, più sarà alto il prezzo da pagare per assicurarselo.

Partecipiamo al tavolo programmatico” hanno detto. La pattuglia di Liberi e Uguali, quindi, per dare il suo appoggio pretende di imporre i suoi diktat su diritti civili e immigrazione. Posizioni legittime, ma che a giudicare dal risultato elettorale alle politiche 2018 di Grasso e Boldrini, non rispecchiano di certo la volontà degli italiani.

Siete ancora convinti che questo sia un governo legittimo?

Se ancora non vi ho convinto, provate a farvi questa domanda:

Quando si è votato il 4 marzo 2018, gli elettori del Movimento 5 Stelle sapevano che sarebbero dovuti scendere a compromessi con Monti, Soros e la Boldrini?

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