Umbria, regione “benchmark” dei miei stivali!

Mentre il PD ragiona su come fregare gli umbri per l’ennesima volta, alcuni suoi esponenti giocano a nascondino nelle liste civiche. Nel frattempo arriva impietoso il rapporto dell’AUR (Agenzia Umbria Ricerche) che sentenzia lo stato disastroso in cui è ridotta la nostra regione.

I dati dell’AUR sono impietosi e restituiscono l’immagine di una regione senza ossigeno, dove le famiglie sono quelle che pagano il prezzo più alto. In particolare, sono in difficoltà i nuclei familiari composti da giovani precari che, pur lavorando, guadagnano troppo poco e non riescono a pagare le spese correnti.

Anni di incapacità, clientelismo e corruzione hanno prodotto questo stato di cose: una profonda crisi economica che colpisce la famiglia, cellula costitutiva della nostra società. E dove c’è povertà, spesso c’è degrado sociale, ignoranza, violenza che colpiscono i più indifesi, bambini e anziani.

Non so di cosa abbiano parlato all’assemblea del PD, di certo non della situazione di crisi che sta attraversando la nostra regione.

Probabilmente si sono interrogati su come conservare il potere per evitare di finire nelle condizioni in cui hanno ridotto il popolo umbro.

Questi alcuni dei dati del rapporto:

Il 10,5% delle famiglie è in povertà assoluta: circa un terzo in più della media nazionale. Il 14,3%, invece, è in povertà relativa. Circa 100mila famiglie, quindi, non arrivano alla fine del mese!

Il tasso di occupazione giovanile (25-34 anni) si attesta al 66,8% ed è inferiore di oltre 10 punti rispetto al 2008: l’Umbria registra uno tra i peggiori dati tra le regioni italiane sulla disoccupazione giovanile che, per altro, colpisce maggiormente le donne.

Il tasso di occupazione femminile nel 2018 si attesta al 54,2%, in calo di 18,4 punti rispetto a 10 anni prima. In Umbria, insomma, è impiegata una donna su due.

Il tasso di inattività è del 23,6%, il più alto degli ultimi 10 anni: questo dato misura il rapporto tra la popolazione attiva e popolazione in età lavorativa. Un umbro su quattro, quindi, pur essendo in grado di farlo, non lavora.

Il tasso di disoccupazione cresce di 7 punti percentuali rispetto al 2008, attestandosi sul 12,5%, superiore alla media nazionale.

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